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Scanning nel calcio: chi si guarda intorno più spesso, gioca meglio

Sembra semplice. Guardati intorno prima di ricevere la palla. Sappi cosa succede intorno a te. Poi prendi una decisione migliore. Ma cosa c'è davvero dietro? Con quale frequenza si guardano effettivamente intorno i giocatori di livello mondiale? E perché alleniamo così raramente questa abilità — anche se ha un effetto misurabile sulla qualità del gioco?

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La ricerca: Visual Exploratory Behaviour (VEB)

Jordet ha analizzato sistematicamente il comportamento dei giocatori professionisti. Il termine che utilizza a questo proposito è: Visual Exploratory Behaviour — in italiano: comportamento esplorativo visivo. In breve: VEB.

Il VEB descrive tutti i movimenti della testa e dello sguardo che un giocatore compie per raccogliere informazioni dall'ambiente circostante — prima di ricevere la palla.

Il risultato centrale della sua ricerca:

I giocatori che si guardano intorno frequentemente effettuano statisticamente passaggi migliori.

Frequenza di scansioneQuota di passaggi in avanti
Scansione frequente77 %
Scansione rara39 %

Lo stesso giocatore. La stessa posizione. La stessa squadra. L'unica differenza: quante volte si guarda intorno prima di ricevere il pallone.

La differenza dal 77% al 39% è enorme. Non si tratta di piccole sfumature — è un gioco fondamentalmente diverso.

I migliori scanner del mondo

Jordet ha misurato la frequenza di scansione di numerosi giocatori professionisti. Il risultato mostra perché alcuni giocatori sembrano essere sempre un passo avanti.

GiocatoreScansioni al secondo
Xavi0,83
Fabregas0,75
Lampard0,62
Gerrard0,61
Messi~0,55
Iniesta~0,53
Pirlo~0,51
Ibrahimović~0,50

Xavi si guarda intorno in media quasi una volta al secondo. Sembra un numero piccolo — finché non si considera che una partita dura 90 minuti e un giocatore è in possesso palla solo per una frazione di questo tempo.

Il guardarsi intorno non avviene con la palla tra i piedi. Avviene continuamente — in movimento, in posizione di marcatura, durante lo smarcamento.

Il grande problema: l'allenamento trascura enormemente lo scanning

Qui risiede il problema fondamentale. Anche se gli allenatori sanno che lo scanning è importante — l'allenamento lo riproduce a malapena.

Jordet ha misurato quante volte i giocatori si guardano intorno in diversi formati di allenamento:

Formato di allenamentoScansioni al secondo
Partita ufficiale0,44
Partitelle a campo ridotto0,36
Esercizi di possesso palla0,22
Esercizi di passaggio e ricezione0,12
Torelli0,03

Il torello — una delle forme di allenamento più frequenti nel calcio moderno — produce i valori di scansione più bassi in assoluto. 0,03 scansioni al secondo. Corrisponde quasi a non guardarsi affatto intorno.

Ciò significa: i giocatori che si allenano nei torelli esercitano l'opposto di ciò di cui hanno bisogno in gara. Guardano la palla — non lontano dalla palla.

Conclusione: lo scanning deve essere integrato attivamente nell'allenamento. Non si sviluppa da solo.

I 4 pilastri dello scanning

Pilastro 1: Esplorare

Il giocatore gira attivamente la testa per raccogliere informazioni. Guarda a sinistra, a destra, sopra la spalla, davanti a sé. L'esplorazione avviene prima che arrivi la palla.

Pilastro 2: Localizzare

Le informazioni raccolte vengono ricomposte in un'immagine mentale. Dove si trovano i compagni? Dove sono gli avversari? Quale spazio è libero?

Pilastro 3: Posizione del corpo aperta (postura panoramica)

Il corpo è orientato in modo tale da avere nel campo visivo la maggior porzione possibile di campo. Corpo ruotato di lato anziché frontale rispetto alla palla. Ciò consente una percezione "panoramica" — maggiore visione d'insieme senza ulteriori movimenti della testa.

Pilastro 4: Creare un'abitudine

Lo scanning funziona solo se è automatizzato. Chi durante il gioco deve pensare consapevolmente a guardarsi intorno non ha più capacità libera per altre decisioni. L'obiettivo è che lo scanning diventi un'abitudine inconscia.

Due livelli di elaborazione

Lo scanning da solo non basta. L'immagine raccolta deve anche essere interpretata correttamente.

Livello 1: Osservare

Raccogliere informazioni. Chi si trova dove? In quale direzione si muovono i giocatori? Chi sta portando pressing in questo momento?

Livello 2: Comprendere

Dare significato alle informazioni. Quale spazio dovrei attaccare? Quale passaggio è più promettente? Quale movimento dell'avversario preannuncia un pressing?

I giocatori che padroneggiano solo il Livello 1 sanno dove si trovano tutti. I giocatori che padroneggiano anche il Livello 2 sanno cosa significa e cosa accadrà dopo. Questo secondo passaggio — il riconoscimento dei pattern — è ciò che rende giocatori come Xavi o Pirlo così difficili da fermare.

Metodo di allenamento: segnali cromatici come stimolo

Il problema più grande nell'allenamento dello scanning: come portare i giocatori a guardarsi intorno senza urlarglielo continuamente?

La risposta: inserire stimoli visivi che premino lo scanning.

I metodi più importanti con segnali cromatici

Guanti di due colori

L'allenatore indossa guanti di due colori diversi. Prima di ogni ricezione di palla, i giocatori devono riconoscere il colore del guanto alzato e gridarlo ad alta voce — oppure adattare l'azione di conseguenza (ad es. giocare a sinistra anziché a destra se rosso invece di blu).

Polsini

I giocatori indossano polsini di due colori. Il colore determina verso quale zona giocare o che tipo di azione è richiesta.

Alzare i cinesini

Nel torello o nella partitella a campo ridotto, l'allenatore alza un cinesino colorato. Chi lo vede può/deve giocare in una direzione specifica. Chi non l'ha visto non lo sa.

Pettorine di due colori

Le squadre indossano pettorine di due colori diversi. Una regola rende rilevante il colore: ad es. "Puoi passare solo al compagno con la pettorina rossa se prima ti sei guardato intorno."

Alzare le mani

La variante più semplice: i giocatori liberi alzano una mano. Chi li vede gioca lì. Chi non ha guardato non li vede.

Il vantaggio di questi metodi: inseriscono un momento di scansione attivo in ogni esercizio esistente. Il giocatore deve guardarsi intorno per prendere la decisione corretta — non perché glielo dice l'allenatore, ma perché gli serve per il compito.

Integrare in ogni esercizio

Il fattore decisivo: l'allenamento dello scanning non è un modulo a parte. È un livello aggiuntivo che arricchisce quasi ogni esercizio esistente.

Torello: l'allenatore alza un cinesino. Chi lo vede può passare. Chi non lo vede deve tenere la palla.

Esercizio di passaggio: chi riceve deve nominare il colore del guanto prima di ottenere il pallone. Solo allora si gioca.

Partitella a campo ridotto: il colore della pettorina determina verso quale zona è consentito giocare.

Ognuna di queste varianti modifica l'esercizio in modo minimo — ma costringe i giocatori a scansionare costantemente.

La triade

Geir Jordet riassume il principio in tre frasi:

"See More. Think Quicker. Play Better."

Guarda di più. Pensa più velocemente. Gioca meglio.

Non è una metafora. È una catena causale. Chi ha più informazioni (See More), prende decisioni più rapidamente (Think Quicker) e di conseguenza gioca meglio (Play Better).

Lo scanning è la base — non sostituisce né la tecnica né la tattica. Si aggiunge come livello complementare al di sopra di esse. Un giocatore tecnicamente forte che si guarda bene intorno è nettamente più pericoloso di un giocatore tecnicamente forte che non lo fa.

4 punti pratici per gli allenatori

#PuntoNel concreto
1Iniziare prestoIntegrare esplicitamente lo scanning a partire dall'U10 — creare un'abitudine richiede tempo
2Segnali cromatici invece di indicazioni verbaliLo stimolo visivo funziona meglio del coaching continuo
3Integrare negli esercizi esistentiNessun modulo extra necessario — espandere gli esercizi esistenti
4Allenare la postura aperta del corpoRuotare il corpo di lato, non posizionarsi frontalmente rispetto alla palla

FAQ: scanning nel calcio

Cosa significa esattamente scanning nel calcio?

Lo scanning indica tutti i movimenti attivi della testa e dello sguardo che un giocatore compie per raccogliere informazioni sull'ambiente circostante — prima di ricevere il pallone. I ricercatori chiamano questo fenomeno Visual Exploratory Behaviour (VEB).

Chi ha studiato scientificamente lo scanning nel calcio?

Geir Jordet, psicologo dello sport norvegese, è uno dei principali ricercatori in questo campo. Le sue analisi mostrano la correlazione diretta tra frequenza di scansione e qualità del gioco.

Quante volte si guarda intorno Xavi al secondo?

Secondo le misurazioni di Jordet, Xavi si guarda intorno in media 0,83 volte al secondo. Questo lo rende lo scanner più frequente mai misurato.

Perché si allena così raramente lo scanning?

Perché non è un'abilità visibile direttamente. Movimenti di corsa, passaggi, tiri — si notano subito. Chi si guarda intorno e chi no si nota a malapena. Per questo motivo lo scanning resta spesso inconsapevole nell'allenamento.

Come si integra lo scanning nel torello?

Il metodo più semplice: l'allenatore alza un cinesino colorato o un guanto. I giocatori devono nominare il colore prima di poter passare. Chi non ha guardato non conosce il colore e non può passare.

A partire da quale età bisognerebbe introdurre lo scanning?

A partire dall'U10 si possono introdurre i primi esercizi con segnali cromatici. Più presto lo scanning diventa un'abitudine, maggiore sarà l'effetto nell'età adulta.

Lo scanning sostituisce altre abilità?

No. Lo scanning è un livello aggiuntivo. Un giocatore che si guarda molto intorno ma ha una tecnica scarsa continuerà a non giocare bene. Ma un giocatore tecnicamente dotato che scansiona anche bene è notevolmente più efficace.

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