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Allenamento della forza nel calcio giovanile: quando ha senso – e come farlo nel modo giusto

Allenamento della forza e calcio giovanile: per molti sembra una contraddizione. Bambini con i pesi? È davvero necessario? La risposta è articolata: l'allenamento della forza nel settore giovanile non solo ha senso, ma a partire da una certa età è necessario. Tuttavia, il momento giusto, la metodologia e le progressioni devono essere corretti. Chi inizia troppo presto con gli strumenti sbagliati rischia infortuni e alterazioni della crescita.

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Perché la forza è importante nel calcio

La forza non è la caratteristica principale di un calciatore, ma senza forza manca qualcosa di determinante.

La forza nel calcio significa:

  • Efficacia nei contrasti: difendere la palla contro il contatto fisico
  • Rapidità di spunto: i primi passi dello sprint richiedono forza esplosiva
  • Potenza di tiro: una conclusione precisa con forza dietro il pallone
  • Elevazione: nei colpi di testa, nelle uscite del portiere
  • Prevenzione degli infortuni: una muscolatura forte protegge articolazioni e tendini

Cosa non significa forza nel calcio:

Fisico da bodybuilder, ipertrofia muscolare estrema, ore trascorse in sala pesi. La forza nel calcio è forza funzionale: forza realmente utile in partita.

Le 3 fasi di sviluppo nell'allenamento della forza

01

Basi del movimento (fino allo scatto di crescita)

Prima dello scatto di crescita, la coordinazione viene prima della forza. Le cartilagini di accrescimento non sono ancora completamente formate: i carichi esterni supplementari in questa fase sono rischiosi.

02

Sviluppo della forza (dopo lo scatto di crescita)

Questo passaggio è il segnale chiave nell'intero programma di forza: a 12–20 mesi dallo scatto di crescita, l'allenamento con carichi esterni diventa sostenibile.

03

Allenamento sistematico della forza (livello agonistico)

Nella fase agonistica, a partire da circa 16–18 anni, l'allenamento della forza può essere completamente professionalizzato.

I 3 tipi di forza nel calcio

Non tutta la forza è uguale. Nel calcio esistono tre forme di forza, ciascuna delle quali richiede metodologie di allenamento differenti.

Tipo di forza 1: Forza massimale

La capacità di esprimere la massima forza possibile in una singola contrazione. Rilevante per i contrasti, la protezione della palla e i colpi di testa.

Allenamento:

  • Poche ripetizioni (1–5), carico elevato (70–90% del massimale)
  • Tempi di recupero lunghi (3–5 minuti)
  • Esercizi fondamentali complessi: squat, stacchi da terra, panca piana

Nel calcio:

La forza massimale è la base della forza esplosiva. Senza forza massimale non è possibile sviluppare forza rapida o esplosiva.

Per i giovani calciatori:

Dalla fase 3 (da circa 16 anni). Prima: la resistenza alla forza e la forza rapida hanno la priorità.

Tipo di forza 2: Forza rapida ed esplosiva

La capacità di sviluppare la massima forza nel minor tempo possibile. È la forma di forza più importante nel calcio.

A cosa serve la forza esplosiva:

  • Rapidità di spunto (primi passi nello sprint)
  • Potenza di tiro (rapida espressione di forza nella conclusione)
  • Elevazione (nel colpo di testa, per il portiere)
  • Esplosività nei contrasti

Allenamento:

  • Carico medio (30–60% del massimale), esecuzione esplosiva
  • Esercizi pliometrici: salti, balzi, drop jump con rimbalzo immediato
  • Esercizi di sprint brevi alla massima intensità
  • Recupero completo tra le serie

Nel calcio:

La forza esplosiva ha la massima priorità per i calciatori, superiore a quella massimale. La maggior parte delle azioni rilevanti nel calcio sono gesti di forza esplosiva (sprint, tiro, salto).

Tipo di forza 3: Resistenza alla forza

La capacità di mantenere l'espressione di forza per un periodo prolungato. Rilevante per le fasi finali di gara, quando è richiesta elevata intensità nei duelli.

A cosa serve la resistenza alla forza:

  • Efficacia nei contrasti all'80° minuto
  • Duelli aerei nei tempi supplementari
  • Corsa in condizioni di affaticamento con precisione tecnica

Allenamento:

  • Molte ripetizioni (15–25+), carico da basso a medio
  • Pausa breve tra le serie
  • Circuiti: più stazioni con cambi rapidi

Equilibrio muscolare: il fattore sottovalutato

L'allenamento della forza senza equilibrio è rischioso. Ciò significa che per ogni gruppo muscolare occorre allenare anche il muscolo contrapposto (antagonista).

Perché l'equilibrio muscolare è così importante:

Se i muscoli agonisti (primari) diventano molto più forti degli antagonisti a causa di un allenamento unilaterale, si crea uno squilibrio. Questo rappresenta un fattore di rischio determinante per gli infortuni.

Tipici squilibri muscolari nel calcio:

Agonista (sovra-allenato)Antagonista (trascurato)Rischio di infortunio
Quadricipite (femorale anteriore)Muscoli ischiocrurali (femorale posteriore)Lesioni agli hamstring
Intrarotatori dell'ancaExtrarotatoriProblemi all'anca e al ginocchio
PettoraliMuscoli dorsaliAlterazioni posturali

La soluzione:

Abbinare sempre nei programmi di forza gli esercizi per gli antagonisti:

  • Squat (quadricipiti) + stacco da terra o Nordic curl (hamstring)
  • Panca piana (petto) + rematore (dorso)
  • Leg extension + leg curl

Particolarmente importante per i calciatori:

I muscoli ischiocrurali (hamstring) sono il gruppo muscolare più frequentemente soggetto a infortuni nel calcio. I Nordic curl – un esercizio incentrato sulla contrazione eccentrica degli hamstring – hanno dimostrato scientificamente di essere tra gli esercizi di prevenzione degli infortuni più efficaci in assoluto.

Prima a corpo libero: il modo corretto per iniziare con la forza

Prima di introdurre qualsiasi carico aggiuntivo, occorre padroneggiare il peso corporeo.

Esercizi a corpo libero come base:

  • Squat: movimento fondamentale per gli arti inferiori
  • Piegamenti sulle braccia: movimento fondamentale per gli arti superiori
  • Affondi: controllo monopodalico, equilibrio
  • Plank: stabilità del core
  • Esercizi monopodalici (pistol squat, equilibrio su una gamba): equilibrio e forza

Quando si può considerare padroneggiato il corpo libero?

Quando il giocatore è in grado di eseguire 3 serie da 15–20 ripetizioni con una tecnica pulita e impeccabile.

Soltanto a quel punto si introducono carichi supplementari.

Allenamento della forza e programmazione: dove collocarlo?

L'allenamento della forza durante la stagione agonistica è differente rispetto alla preparazione prestagionale.

Fase di preparazione:

  • 2–3 sedute di forza a settimana
  • Sviluppo della forza possibile (sovraccarico progressivo)
  • Più tempo per il recupero

Fase agonistica:

  • 1–2 sedute di forza a settimana
  • Mantenimento invece di incremento
  • Nessun allenamento intenso della forza nelle 48 ore precedenti le partite
  • Focus su attivazione e prevenzione degli infortuni

Struttura settimanale tipica (1 partita):

  • Giorno dopo la gara: recupero attivo, nessun lavoro di forza
  • 3 giorni prima della gara: seduta di forza moderata (forza esplosiva + mantenimento)
  • 2 giorni prima della gara: situazione di gioco intensa, nessun lavoro pesante di forza
  • Vigilia della gara: breve attivazione

Coach OS e l'allenamento della forza nelle accademie

In un'accademia o in un settore giovanile, le progressioni dell'allenamento della forza devono essere pianificate e documentate lungo tutte le annate. Senza un sistema strutturato si finisce per fare troppo poco (sprecando potenziale) oppure troppo e troppo presto (aumentando il rischio di infortuni).

Coach OS ti supporta in questo:

  • Banca dati degli esercizi: esercizi di forza suddivisi per fase, tipo di forza, fascia d'età e attrezzatura richiesta
  • Programmazione degli allenamenti: pianificare i blocchi di forza nel microciclo e nella periodizzazione
  • Player OS: documentare i profili di forza individuali e le progressioni per ciascun giocatore
  • Club OS: i responsabili del settore giovanile possono verificare che l'allenamento della forza sia programmato a misura d'età in tutte le categorie

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Conclusioni: Allenamento della forza nel calcio giovanile – iniziare presto, procedere con metodo

L'allenamento della forza non è uno strumento riservato solo agli adulti. Richiede tuttavia il momento giusto (dopo lo scatto di crescita), il metodo adeguato (corpo libero prima dei carichi esterni) e il corretto equilibrio (agonisti e antagonisti).

Chi conosce e applica questi principi offre ai giocatori una base atletica che li accompagnerà per l'intera carriera.

Continua a leggere: Under 17: allenamento e coaching (U16/U17).

FAQ: Allenamento della forza nel calcio giovanile

Da quando i giovani calciatori possono iniziare l'allenamento della forza?

Gli esercizi a corpo libero hanno senso a partire da circa l'U12. L'allenamento con macchinari e sovraccarichi esterni è indicato al più presto 12–20 mesi dopo lo scatto di crescita: nelle ragazze a partire da circa 13–14 anni, nei ragazzi da circa 15–16 anni.

Quali sono i 3 tipi di forza nel calcio?

Forza massimale (massima forza in una singola contrazione), forza rapida ed esplosiva (forza nel minor tempo possibile – per sprint, tiro, salto) e resistenza alla forza (mantenimento della forza nel tempo – per le fasi finali di gara). Nel calcio la forza esplosiva ha la massima priorità.

Perché l'equilibrio muscolare è così importante?

Gli squilibri tra agonisti e antagonisti rappresentano uno dei principali fattori di rischio per le lesioni muscolari. L'infortunio più frequente nel calcio (agli hamstring) deriva spesso da uno squilibrio tra quadricipite e muscoli ischiocrurali.

Cosa sono i Nordic curl?

Un esercizio di rinforzo eccentrico per i muscoli ischiocrurali (hamstring). Il giocatore è in ginocchio con i talloni bloccati e lascia cadere il busto in avanti in modo controllato. È scientificamente provato che sia uno degli esercizi più efficaci per la prevenzione delle lesioni agli hamstring.

Quante volte alla settimana allenare la forza nel settore giovanile?

Nella fase di preparazione: 2–3 volte alla settimana. Nella fase agonistica: 1–2 volte alla settimana (mantenimento). Nessun allenamento intenso della forza nelle 48 ore che precedono la partita.

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