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Allenamento dei portieri nel settore giovanile: il portiere moderno ha bisogno di più dei semplici riflessi

Il portiere è il ruolo più sottovalutato nel calcio giovanile. In molte società il giocatore più lento o meno coordinato viene messo in porta – perché «lì può fare meno danni». È un errore con conseguenze a lungo termine. Il portiere moderno non è più un semplice blocca-palloni reattivo. È il primo giocatore nella costruzione del gioco, il punto fermo della squadra, un leader e un comunicatore – e tutto questo oltre ai suoi compiti tecnici tra i pali.

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Cosa caratterizza un portiere moderno?

Le richieste rivolte al portiere sono cambiate radicalmente negli ultimi 20 anni. Non si tratta di una moda passeggera, ma di un'evoluzione strutturale del gioco.

Comprensione del gioco

Un portiere moderno capisce il calcio. Sa quando la sua squadra attacca alta e lui deve salire molto per coprire lo spazio alle spalle. Comprende le strutture di pressing e adatta di conseguenza la sua posizione. Legge il gioco – non solo la palla.

In allenamento questo significa:

I portieri devono essere integrati nelle sedute tattiche. Devono comprendere e saper applicare i principi di gioco della squadra.

Gioco con entrambi i piedi

Passare solo con il piede forte non basta più. Un portiere moderno effettua passaggi corti sui difensori centrali, scavalca la prima linea di pressing con un tocco sotto, serve palloni diagonali sulle corsie esterne. Tutto ciò richiede qualità con entrambi i piedi.

In allenamento:

Il gioco di passaggio con i piedi è parte integrante dell'allenamento dei portieri – non solo un extra occasionale.

Posizionamento ottimale

Il senso della posizione è la capacità più importante in assoluto per un portiere. Un portiere ben posizionato sembra fare poco – ed evita comunque qualsiasi gol. Un portiere mal posizionato fa sforzi enormi e subisce comunque tanto.

In allenamento:

La posizione viene affrontata in tutti gli esercizi per i portieri. Nessun tiro senza correzione della posizione.

Rilancio e ripartenza

Dopo una parata o una rimessa dal fondo inizia l'attacco della propria squadra. Il modo in cui il portiere distribuisce la palla decide se ci sarà un contropiede o una costruzione sicura.

In allenamento:

Allenare sistematicamente le varianti di rilancio: rinvio corto con le mani, rilancio lungo con le mani, rinvio dal fondo, rinvio al volo o di controbalzo.

Qualità di leadership

Il portiere vede l'intera partita davanti a sé. Ha la migliore panoramica sulle posizioni e sugli spazi. Deve comunicare queste informazioni.

In allenamento:

La comunicazione fa parte dell'allenamento: quando chiama «mia!»? Quando dà indicazioni alla difesa? Come comunica sulle palle inattive?

Le 3 fasi di sviluppo nella formazione del portiere

Fase 1

Fase 1: 6–12 anni (creazione delle basi)

In questa fase il divertimento nel ruolo di portiere è al primo posto. Nessun bambino deve essere «costretto» in porta – ma chi mostra interesse riceve un'introduzione ludica agli elementi fondamentali.

Fase 2

Fase 2: 13–15 anni (fondamenta tecniche)

In questa fase inizia la tecnica sistematica del portiere. I giocatori possono ora comprendere e mettere in pratica concetti motori astratti.

Fase 3

Fase 3: 16–18 anni (specializzazione e integrazione nel gioco)

Nella fase di perfezionamento il portiere diventa un giocatore a tutto tondo nel sistema di gioco. I punti di forza individuali vengono sviluppati e i punti deboli affrontati in modo mirato.

Panoramica sulla tecnica del portiere: i 3 livelli tecnici

01

Fondamentali (da U13)

02

Perfezionamento (da U14/15)

03

Padronanza completa (da U16/17)

Errori tipici nella formazione del portiere

⚠️

Errore 1: Allenamento del portiere solo come appendice

Il portiere fa 10 minuti di allenamento a parte a bordo campo, mentre i giocatori di movimento si allenano. Non è sufficiente. I portieri hanno bisogno di un allenamento integrato – nelle forme di gioco, nelle sedute tattiche, nelle situazioni di uno contro uno.

⚠️

Errore 2: Nessun gioco coi piedi nell'allenamento del portiere

Molti preparatori dei portieri si concentrano esclusivamente sulle parate con le mani e gli interventi di salvataggio. Il gioco coi piedi – oggi fondamentale – viene trascurato.

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Errore 3: Porte troppo grandi per bambini troppo piccoli

Porte da 6 metri per bambini di 8 anni favoriscono la paura del pallone – e incoraggiano uscite senza tecnica. Il calcio per bambini richiede porte a misura di bambino.

⚠️

Errore 4: Nessun allenamento mentale

I portieri sono particolarmente esposti dopo un errore. Nessun giocatore di movimento è al centro dell'attenzione come un portiere dopo un gol subito. L'allenamento mentale – gestione degli errori, concentrazione – fa parte della formazione del portiere.

⚠️

Errore 5: Nessun addestramento alla comunicazione

La comunicazione è un'abilità, non un tratto caratteriale. Deve essere allenata. Le esercitazioni in cui i portieri devono dare indicazioni attive sono un ottimo punto di partenza.

Tecnica del portiere: la sicurezza prima dello spettacolo

Un principio fondamentale nella moderna formazione dei portieri: la sicurezza prima dello spettacolo.

I tuffi sono spettacolari. Ma un portiere che atterra sempre in tuffo vi fa ricorso troppo spesso – e peggiora le proprie posizioni più del necessario. Chi si tuffa quando potrebbe bloccare restando in piedi commette un errore di posizione.

Il principio:

Il tuffo è la soluzione quando nessun'altra opzione funziona più. Un buon senso della posizione rende superflui molti tuffi.

Coach OS e la formazione del portiere

Nelle accademie con più annate e diversi preparatori dei portieri serve una metodologia comune.

Coach OS ti aiuta in questo:

  • Database di esercizi con esercitazioni per portieri per fase, livello tecnico e fascia d'età
  • Sketch: visualizza e salva gli esercizi per portieri con lavagna tattica del campo
  • Player OS: note di feedback individuali per il portiere – osservazioni tecniche, progressi
  • Pianificazione dell'allenamento: integra l'allenamento dei portieri nella pianificazione settimanale (non come semplice appendice)

Prenota una demo: coach-os.com

Conclusione: formare portieri è un investimento per tutta la squadra

Un buon portiere trasmette sicurezza a tutta la squadra. Comunica, partecipa alla manovra, anticipa le situazioni. Chi forma veri portieri nel settore giovanile – non semplici macchine para-palloni – investe in una risorsa che ripaga su tutto il campo.

FAQ: Allenamento dei portieri nel settore giovanile

Da quando si dovrebbe iniziare con l'allenamento dei portieri?

L'avviamento ludico al ruolo del portiere può iniziare già a partire dall'Under 7. La tecnica specifica e la formazione del portiere iniziano in modo sensato a partire dall'Under 13. Prima di allora, i potenziali portieri dovrebbero giocare regolarmente anche come giocatori di movimento.

Qual è l'aspetto più importante nell'allenamento dei portieri nel calcio giovanile?

Divertimento e comprensione del gioco nelle prime fasi. Dall'Under 13: il senso della posizione come base di ogni gesto tecnico. Dall'Under 15: integrazione nella costruzione del gioco e comunicazione. La tecnica segue la comprensione.

Di quanto tempo a settimana ha bisogno un giovane portiere per un allenamento specifico?

In un centro di formazione giovanile d'élite: 2–3 sedute specifiche per portieri a settimana. Nel settore giovanile dilettantistico: 1 seduta specifica + integrazione nell'allenamento di squadra. La qualità batte la quantità.

Perché il gioco coi piedi è così importante oggi per i portieri?

Perché i sistemi di gioco moderni richiedono un portiere che partecipi attivamente alla manovra. È l'ultimo uomo di copertura contro il pressing avversario, il primo costruttore di gioco dopo il recupero palla. Senza gioco coi piedi, il portiere rappresenta un punto debole nella fase di costruzione.

Come si allena la comunicazione di un giovane portiere?

Attraverso esercitazioni specifiche: forme di gioco in cui il portiere deve guidare attivamente i compagni (posizione della linea difensiva, comunicazione sui traversoni, marcature preventive). Feedback dopo le partite: cosa ha comunicato? Cosa è mancato?

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