Il sistema: EPPP
Fino al 2012, il settore giovanile inglese era condizionato da due regole che ne ostacolavano lo sviluppo. La regola dei 90 minuti imponeva che un club potesse tesserare soltanto ragazzi residenti a non più di 90 minuti di viaggio. Inoltre, i compensi per il trasferimento dei giovani venivano decisi da tribunali federali, scoraggiando sia la cessione che l'acquisizione dei talenti.
L'EPPP ha cambiato entrambi gli aspetti. La Premier League lo ha approvato nel 2011, superando la resistenza di molti piccoli club, ed è entrato in vigore nel 2012.
Categorie. Le accademie vengono divise in quattro categorie in base a infrastrutture, qualificazione degli allenatori, supporto educativo e scolastico e risultati storici. La Categoria 1 è la più alta e richiede investimenti di diversi milioni di sterline all'anno. La categoria determina in quali campionati giocano le formazioni giovanili e il volume di allenamento obbligatorio. Le accademie di Categoria 1 devono garantire ai giocatori a partire dall'U12 molte più ore di allenamento rispetto a quelle di Categoria 3 o 4.
Indennizzi fissi. L'EPPP ha stabilito le cifre che un club deve versare per prelevare un giovane da un'altra accademia, scaglionate per età e categoria, con importi spesso ritenuti bassi dalle società venditrici. È stato il punto più controverso: i piccoli club si sono sentiti espropriati, dato che le grandi società potevano acquistare i loro migliori dodicenni per somme prestabilite.
Abolizione della regola dei 90 minuti per la Categoria 1. Dal 2012 le grandi accademie possono fare scouting su scala nazionale, intensificando la concentrazione dei talenti nelle mani di poche squadre.
Tracciabilità. L'EPPP ha introdotto la raccolta sistematica di dati sulle prestazioni, piani di sviluppo individuali e valutazioni supervisionate dalla Premier League. Le accademie devono documentare ogni loro attività.
Il bilancio dopo oltre dieci anni mostra una crescita evidente nel settore giovanile inglese. Le nazionali giovanili vincono tornei internazionali e la Premier League conta molti più titolari inglesi di alto livello rispetto a prima del 2012. Le critiche, tuttavia, permangono: l'EPPP ha concentrato la formazione nei club più ricchi, togliendo alle società minori il loro storico ruolo formativo.
Ciò che continua a mancare in Inghilterra è una transizione strutturata. Non esistono seconde squadre nel calcio professionistico maschile. L'U21 gioca nella Premier League 2 contro altre formazioni U21. Dal 2016 le squadre U21 possono partecipare all'EFL Trophy affrontando club di terza divisione, un tentativo di rimediare a questo vuoto che resta comunque discusso. La strada per un diciannovenne passa quasi sempre attraverso i prestiti, ed è proprio qui che il Chelsea ha portato il sistema alla massima efficienza.
Chelsea: Cobham
Nel 2004 il Chelsea si è trasferito a Cobham, nel Surrey, a sud-ovest di Londra, dove prima squadra e settore giovanile si allenano nella stessa struttura. L'accademia è stata guidata dal 2004 al 2024 da Neil Bath, vent'anni di continuità gestionale rari nel contesto del club.
La produzione di talenti
Tra il 2010 e il 2018 il Chelsea ha vinto sette volte la FA Youth Cup (cinque delle quali consecutive) e due volte la UEFA Youth League (2015 e 2016). La lista dei calciatori formati a Cobham è la più lunga d'Inghilterra: Mason Mount, Reece James, Conor Gallagher, Trevoh Chalobah, Levi Colwill, Tammy Abraham, Fikayo Tomori, Callum Hudson-Odoi, Ruben Loftus-Cheek, Marc Guéhi, Tariq Lamptey, Billy Gilmour, Andreas Christensen (arrivato a 16 anni dalla Danimarca), Nathan Aké, Dominic Solanke, Nathaniel Chalobah, Josh McEachran.
Tra chi invece non è stato trattenuto c'è Declan Rice, scartato a 14 anni e passato al West Ham: il caso più citato in Inghilterra quando si discute dei limiti della selezione precoce.
Il modello dei prestiti
Sotto la gestione di Roman Abramovič, il Chelsea ha sviluppato un sistema unico in Europa: tra i 30 e i 40 giocatori erano contemporaneamente ceduti in prestito in Inghilterra e in tutta Europa, dalla Championship alla Bundesliga. Un dipartimento dedicato — il Loan Department — ne seguiva le prestazioni, andava a vedere le partite, manteneva i contatti e valutava il rientro o la vendita.
La logica alla base era chiara: senza una seconda squadra tra i professionisti e con una prima squadra ricca di campioni affermati, il prestito rappresentava la fase di passaggio. Un diciannovenne giocava per due anni al Vitesse Arnhem, al Reading o al Derby County, permettendo al Chelsea di monitorarne la maturazione. Mount è passato da Vitesse e Derby, Tomori da Brighton, Hull e Derby, Abraham da Bristol, Swansea e Aston Villa. Tutti sono tornati diventando titolari in prima squadra.
Le critiche al modello sono state severe: i giocatori venivano trattati come asset finanziari più che come atleti in formazione. Molti hanno trascorso cinque o sei anni in prestito senza mai scendere in campo con il Chelsea, per poi essere ceduti a titolo definitivo. Nel 2022 la FIFA ha introdotto tetti numerici ai prestiti internazionali per club, anche come reazione al modello dei Blues.
La strategia di mercato dal 2022
Con l'arrivo della proprietà guidata da Todd Boehly e Clearlake Capital nel 2022, la gestione del vivaio è cambiata. Il club ha investito oltre un miliardo di sterline nell'acquisto di giovani profili internazionali, cedendo al contempo numerosi elementi cresciuti nel proprio vivaio: Mount al Manchester United, Gallagher all'Atlético Madrid, Chalobah mandato in prestito, con Colwill rimasto come eccezione.
La ragione è legata a logiche di bilancio. Un calciatore cresciuto nel settore giovanile ha un valore a bilancio pari a zero; la sua cessione genera quindi una plusvalenza totale immediata. Per un club che deve rispettare i vincoli finanziari della Premier League, i prodotti del vivaio sono lo strumento più efficace per compensare le perdite. Il Chelsea non è l'unico club ad agire in questo modo — l'articolo sul Manchester City illustra dinamiche simili —, ma è quello che lo applica con maggiore sistematicità.
L'accademia continua comunque a sfornare profili di livello, anche se nel 2025 il Chelsea ha conquistato la Coppa del Mondo per club con una rosa priva quasi interamente di elementi del vivaio.
Arsenal: Hale End
L'Arsenal opera su due centri sportivi: Hale End, a est di Londra, per le annate dall'U9 all'U16, e London Colney, a nord della capitale, per l'U17 in su e la prima squadra. Hale End rimane il nome simbolo del settore giovanile dei Gunners, anche se il passaggio finale verso il professionismo si perfeziona altrove.
La tradizione
Liam Brady ha diretto l'accademia dal 1996 al 2014, per diciotto anni. In quel periodo sono cresciuti Ashley Cole, Jack Wilshere, Kieran Gibbs, Alex Iwobi, Chuba Akpom e Héctor Bellerín (arrivato a 16 anni da Barcellona). I 22 anni di Arsène Wenger alla guida della prima squadra hanno dato al settore giovanile un'identità tattica costante: calcio tecnico, combinazioni rapide, possesso palla e fiducia nei giovani.
Dal 2018 l'accademia è guidata da Per Mertesacker, l'ex difensore centrale campione del mondo che ha assunto l'incarico subito dopo il ritiro dal calcio giocato. Sotto la sua gestione l'Arsenal ha reimpostato il percorso formativo: rose più corte, piani di sviluppo personalizzati, principi di gioco chiari per ogni categoria e un percorso più accessibile verso la prima squadra.
La produzione di talenti
L'elenco dei professionisti usciti da Hale End è numericamente inferiore rispetto a Cobham, ma presenta una differenza sostanziale: i profili migliori giocano stabilmente nell'Arsenal.
Bukayo Saka è entrato a Hale End a sette anni, ha debuttato nel 2018 a 17 anni ed è da tempo un punto fermo della prima squadra. Emile Smith Rowe si è affermato come titolare prima di passare al Fulham nel 2024. Eddie Nketiah, Reiss Nelson, Joe Willock e Folarin Balogun sono diventati professionisti affermati, trovando continuità altrove. Ethan Nwaneri ha esordito nel 2022 a 15 anni, diventando il più giovane debuttante nella storia della Premier League. Myles Lewis-Skelly si è imposto in prima squadra e in nazionale nel 2024/25 a soli 18 anni.
Non si tratta di casualità, ma di una chiara visione societaria. Mikel Arteta, alla guida dei Gunners dal 2019, inserisce costantemente i giovani di valore, e l'Arsenal ha pianificato la rosa in modo da lasciare spazio per il loro inserimento. Saka, Nwaneri, Lewis-Skelly: tre talenti cresciuti a Hale End protagonisti in una squadra che lotta per il titolo. Una realtà che al Chelsea manca.
I punti distintivi di Hale End
Formazione tecnica e gioco di posizione. Fin dall'epoca di Wenger, a Hale End ci si allena secondo princìpi vicini al gioco di posizione spagnolo. Arteta, cresciuto nella scuola di Guardiola, ha perfezionato questi concetti: le giovanili lavorano sulla stessa identità della prima squadra.
Gruppi ridotti e massima attenzione individuale. Mertesacker ha diminuito il numero di giocatori per annata per garantire a ciascuno più tempo dedicato dal personale tecnico. È la filosofia alla base del Piano Cruyff dell'Ajax, declinata a Londra.
Il club come famiglia. L'Arsenal pone forte enfasi sul senso di appartenenza: Saka ha descritto Hale End come la sua seconda famiglia, e Mertesacker parla costantemente di formare persone prima che calciatori. Un approccio formativo che ricorda il modello del Friburgo, applicato però in una delle leghe più ricche del mondo.
Minore dipendenza dalle plusvalenze. L'Arsenal ha ceduto alcuni prodotti del vivaio — come Smith Rowe, Balogun o Nelson —, ma non ne ha fatto il motore esclusivo del proprio modello economico. Gli elementi di spicco rimangono a disposizione della prima squadra.
Il confronto
| Chelsea Cobham | Arsenal Hale End | |
|---|---|---|
| Produzione di talenti | La più alta d'Inghilterra | Media |
| Spazio nella prima squadra | Molto limitato, quasi nullo dal 2022 | Saka, Nwaneri, Lewis-Skelly |
| Transizione tra giovanili e prima squadra | Rete di prestiti esterni | Percorso diretto se all'altezza |
| Responsabile del settore giovanile | Neil Bath (2004–2024) | Liam Brady (1996–2014), Mertesacker dal 2018 |
| Ruolo nel club | Fonte di entrate finanziarie | Pilastro nella costruzione della rosa |
| Errore più celebre | Declan Rice scartato a 14 anni | Pochi errori clamorosi, grazie a rose più ristrette |
| Titoli giovanili vinti | 7 FA Youth Cup (2010–2018), 2 Youth League | Meno titoli |
Il confronto evidenzia un aspetto chiaro: se si misura solo la quantità di professionisti generati, il Chelsea vanta numeri superiori. Se ci si chiede invece per quale scopo si formano i giovani, l'Arsenal dimostra maggiore coerenza tecnica. Entrambi i percorsi hanno una loro logica, ma soltanto uno porta i ragazzi del vivaio a competere per i trofei con la maglia del proprio club.
Le critiche
L'EPPP ha polarizzato il talento. I club di terza e quarta divisione, che in passato scoprivano talenti rivendendoli a cifre concordate liberamente, oggi ricevono importi standardizzati fissati dalla federazione quando un'accademia di Categoria 1 ingaggia i loro migliori dodicenni. Molte società minori hanno dovuto ridimensionare o chiudere il proprio settore giovanile. La scelta del Brentford del 2016 di chiudere l'accademia è una conseguenza diretta di questo sistema.
Troppo, troppo presto e troppe risorse. Le strutture di Categoria 1 accolgono bambini a otto anni, offrendo infrastrutture superiori a molte squadre professionistiche europee, creando giovani che diventano milionari a 18 anni prima ancora di aver giocato tra i professionisti. In Inghilterra il dibattito sulla perdita di umiltà e sulla mancanza di gavetta è molto acceso.
Assenza di un passaggio intermedio naturale. Il divario tra l'U21 e la Premier League è il più marcato d'Europa, data l'assenza di seconde squadre nei campionati senior. I prestiti costituiscono l'unica alternativa, spesso imperfetta: il club che prende un giocatore temporaneamente punta a utilizzarlo per vincere, non a svilupparne il potenziale a lungo termine.
Il vivaio come voce di bilancio. Chelsea e Manchester City hanno trasformato i giocatori del proprio settore giovanile in asset contabili per generare plusvalenze. Una prassi perfettamente lecita e vantaggiosa sul piano finanziario, ma distante dagli ideali educativi della formazione calcistica, che muta profondamente la percezione dei giovani talenti.
La nazionale cresce, molti club no. Con elementi come Foden, Bellingham, Saka, Rice e Palmer, l'Inghilterra dispone di una generazione tra le più competitive al mondo. Tuttavia, la maggior parte di loro non gioca nel club in cui ha iniziato il proprio percorso formativo.
Applicazione: cosa puoi trarne
Questa sezione riflette la nostra visione metodologica.
Il modello inglese dimostra che le risorse economiche migliorano le metodologie di lavoro nel settore giovanile, ma da sole non bastano.
Gruppi più piccoli, maggiore attenzione
La linea seguita da Mertesacker all'Arsenal ricalca il Piano Cruyff: per una società dilettantistica, gestire un gruppo Under 15 con 22 ragazzi offre a ciascuno meno occasioni di crescita rispetto a due gruppi da 14. Se hai gli allenatori a disposizione, istituire una seconda squadra garantisce una qualità formativa nettamente superiore.
Un ragazzo scartato non ha concluso il suo percorso
Declan Rice è stato tagliato dal Chelsea a 14 anni ed è diventato un perno della nazionale. È lo stesso insegnamento che emerge dalle esperienze di club come Brentford e Friburgo: se un giovane in uscita da un vivaio professionistico arriva nella tua squadra, osservalo con cura. L'essere stato escluso in passato non segna la fine della sua evoluzione calcistica.
Definisci l'obiettivo finale
Il Chelsea forma giocatori per monetizzare; l'Arsenal lo fa per integrarli in campo. Anche nel contesto dilettantistico occorre chiarire la propria identità: se l'obiettivo è portare elementi nella propria prima squadra, serve pianificare la rosa senior lasciando finestre d'inserimento concrete, come fa l'Arsenal. Altrimenti finirai per formare giocatori a beneficio dei club vicini.
Il prestito non sostituisce la crescita interna
Il contesto inglese dimostra cosa accade quando manca un raccordo diretto con il calcio degli adulti: un ragazzo di 19 anni girato altrove viene sfruttato per il rendimento immediato, non seguito nello sviluppo. Se puoi gestire direttamente il passaggio — seconda squadra, doppio tesseramento o minutaggio programmato in prima squadra —, mantieni il controllo della sua crescita.
Documenta il percorso di lavoro
L'EPPP ha costretto i settori giovanili inglesi a mettere per iscritto ogni passaggio: schede individuali, valutazioni periodiche e contenuti delle sedute di allenamento. Si tratta di un impegno metodologico che porta risultati tangibili. Una società in grado di verificare al termine dell'anno cosa ha allenato ogni ragazzo e quali progressi ha mostrato prende decisioni molto più accurate rispetto a chi si affida solo a impressioni estemporanee.
I punti chiave da ricordare
- Nel 2012 l'EPPP ha suddiviso i settori giovanili inglesi in categorie, regolamentato gli indennizzi economici e liberalizzato lo scouting nazionale. Il livello medio è cresciuto, concentrando però i talenti nelle società economicamente più forti.
- Il Chelsea Cobham forma più professionisti di qualsiasi altra accademia in Inghilterra attraverso la gestione dei prestiti e, dal 2022, cessioni continue per generare plusvalenze: quasi nessuno trova spazio stabile nei Blues.
- L'Arsenal Hale End produce numeri complessivi più contenuti, ma elementi come Saka, Nwaneri e Lewis-Skelly sono titolari in prima squadra. Mertesacker ha ridotto i gruppi e migliorato il passaggio interno.
- Il calcio inglese non prevede seconde squadre senior: il prestito rimane una soluzione ponte spesso discontinua.
- L'utilizzo del vivaio per esigenze di bilancio è il rovescio della medaglia dell'enorme disponibilità economica.
- Aspetti da applicare: gestire rose più corte, valorizzare i ragazzi scartati altrove, definire lo scopo formativo, accompagnare il salto tra i grandi e documentare il lavoro svolto.
L'EPPP spinge le accademie inglesi a fare esattamente ciò che Coach OS permette a qualsiasi società: pianificare e registrare cosa viene allenato e come cresce ciascun giocatore. Il modo in cui il club utilizza queste informazioni definisce la reale qualità del suo settore giovanile.
Domande frequenti
Fonti e approfondimenti
- Premier League: documentazione ufficiale dell'Elite Player Performance Plan e criteri per le categorie delle accademie.
- Michael Calvin: No Hunger in Paradise: The Players. The Journey. The Dream – analisi critica del percorso giovanile inglese dopo l'introduzione dell'EPPP.
- Interviste a Neil Bath sulla struttura dell'accademia del Chelsea e sull'organizzazione della rete di prestiti.
- Interviste a Per Mertesacker sui cambiamenti metodologici introdotti a Hale End a partire dal 2018.
- Analisi economiche sulle cessioni del Chelsea dal 2022 e sulla gestione contabile dei giocatori del vivaio.
- CIES Football Observatory: studi e statistiche sui club di formazione del calcio inglese.
Nota sulle fonti: entrambi i club non diffondono pubblicamente i propri programmi tecnici dettagliati. L'analisi si basa su testimonianze di professionisti del settore e sui percorsi individuali dei calciatori usciti dai rispettivi vivai. Le cifre relative ai trasferimenti corrispondono ai valori base riportati dalla stampa specializzata.